Una nuova stanza d’albergo,
una nuova notte di pensieri,
e la solitudine del mio animo
mi è ancora vicina.
Ricordi e pensieri,
affollano la mia mente,
ripenso ai tanti episodi
che hanno costellato
il cammino della mia esistenza.
E nel buio dei miei ricordi,
continuano a riemergere
le ferite lievi e profonde
che mi sono procurato.
Vedo …
una mano vanamente tesa,
un falso sorriso,
un abbraccio non dato,
una parola non detta,
uno sguardo scaltro.
Paiono tanti piccoli tasselli,
per i più insignificanti,
ma che ahimè ho osservato
tante volte
nei piccoli e grandi episodi
della mia vita.
Quanti sentimenti sono cresciuti
nel mio animo,
quante volte ho voluto riprovare
quante delusioni ho continuato
ad accumulare.
All’inizio non capivo,
non comprendevo,
ed anche per me tutto ciò
erano solo brevi spiacevoli
parentesi nello scorrere
del tempo.
Poi lo sgradevole sapore amaro,
che ogni volta riempiva sempre
di più la mia bocca,
e che ho ingoiato mio malgrado,
ha iniziato a costruire
un’altra personalità,
ogni episodio è un nuovo mattone,
che insieme agli altri
costruisce il rigido guscio
della mia solitudine.
Ed ogni volta ricomincio,
con sempre maggiore cautela,
ma ricomincio,
per ora nulla
può farmi desistere.
E cerco costantemente,
un sorriso vero,
una sguardo dolce,
un po’ di sensibilità
un po’ di tenerezza,
un altruismo disinteressato,
un briciolo l’affetto,
un po’ di comprensione,
un momento sereno.
E per cercare tutto ciò,
devo lottare continuamente,
con me stesso,
con il mio guscio
inevitabilmente serrato,
per aprire un nuovo spiraglio,
fino a quando una nuova delusione
genererà l’ultimo mattone
che chiuderà senza più speranze
il mio animo.







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