mercoledì 10 aprile 2013

Una stanza d'albergo




Una nuova stanza d’albergo,
una nuova notte di pensieri,
e la solitudine del mio animo
mi è ancora vicina.

Ricordi e pensieri,
affollano la mia mente,
ripenso ai tanti episodi
che hanno costellato
il cammino della mia esistenza.

E nel buio dei miei ricordi,
continuano a riemergere
le ferite lievi e profonde
che mi sono procurato.

Vedo …
una mano vanamente tesa,
un falso sorriso,
un abbraccio non dato,
una parola non detta,
uno sguardo scaltro.

Paiono tanti piccoli tasselli,
per i più insignificanti,
ma che ahimè ho osservato
tante volte
nei piccoli e grandi episodi
della mia vita.

Quanti sentimenti sono cresciuti
nel mio animo,
quante volte ho voluto riprovare
quante delusioni ho continuato
ad accumulare.

All’inizio non capivo,
non comprendevo,
ed anche per me tutto ciò
erano solo brevi spiacevoli
parentesi nello scorrere
del tempo.

Poi lo sgradevole sapore amaro,
che ogni volta riempiva sempre
di più la mia bocca,
e che ho ingoiato mio malgrado,
ha iniziato a costruire
un’altra personalità,
ogni episodio è un nuovo mattone,
che insieme agli altri
costruisce il rigido guscio
della mia solitudine.

Ed ogni volta ricomincio,
con sempre maggiore cautela,
ma ricomincio,
per ora nulla
può farmi desistere.

E cerco costantemente,
un sorriso vero,
una sguardo dolce,
un po’ di sensibilità
un po’ di tenerezza,
un altruismo disinteressato,
un briciolo l’affetto,
un po’ di comprensione,
un momento sereno.

E per cercare tutto ciò,
devo lottare continuamente,
con me stesso,
con il mio guscio
inevitabilmente serrato,
per aprire un nuovo spiraglio,
fino a quando una nuova delusione
genererà l’ultimo mattone
che chiuderà senza più speranze
il mio animo.

martedì 9 aprile 2013

Sento




Un sorriso sincero,
uno sguardo intenso,
una luce diversa,
la gioia di essere insieme,
un forte abbraccio,
un bacio spontaneo,
la voglia di avere anche un minimo contatto,
stringere forte una mano,
sentire arrivare un messaggio,
tutto ciò è in grado
di regalare un’emozione,
di far battere il cuore,
di farmi sentire vivo.

Tante parole inutili,
il nostro quotidiano,
una realtà sempre uguale a se stessa,
facce spente,
senza bagliore di luce interiore,
falsi sorrisi,
amicizie interessate,
scampoli di vita piatta,
binari perennemente paralleli,
monotoni,
sopiscono ogni mia voglia di vivere
ed uccidono il mio cuore.

Questa è la differenza,
tra provare un’emozione
o un sentimento vero
e scappare via,
per vivere la nostra vita grigia
nella routine quotidiana
o nella vana ricerca
di qualcosa che non conosciamo
e non riconosciamo e
per questo non troveremo mai.

Certo,
i sentimenti danno sensazioni forti,
spesso bellissimi altre volte dolorosi,
ma senza sentimenti
non saremmo vivi.

Imparare
ad ascoltare il proprio cuore,
ascoltare i suoi battiti
e le sue emozioni,
perché sono sempre diverse
sempre uniche
e non più riproducibili,
ogni volta che saprai ascoltare
il tuo cuore,
il tuo lato migliore vincerà
e proverai gioie sconosciute,
profonde e non effimere,
che ti aiuteranno a vivere.

domenica 7 aprile 2013

Nell'animo




Un vento gelido,
ha spogliato gli alberi
delle proprie foglie
ed insieme a loro
sono state spazzate via
il calore,
i sorrisi,
le parole,
le emozioni.

Un folata più forte,
genera un caotico mulinello
dove ogni foglia
si confonde con tutte
le altre
e le parole si rimescolano
formando frasi senza senso.

Restano queste poche frasi,
pensieri profondi,
sentimenti veri,
che il vento non può
sconvolgere, 
perché rimarranno
sempre e comunque
nell’animo che
le ha generate.

venerdì 5 aprile 2013

Una folata di vento




Una folata
di vento glaciale
mi ha colpito
in pieno petto.

Si è gelato il sangue,
la mente e tutte le membra.

Non ho ancora
capito da dove
è arrivata,
ne come,
forse è solo una
sensazione,
ma i brividi
percorrono tutto il mio corpo.

Un tremore
mi scuote
e non riesco
a fermarlo.

Adesso
sento solo bisogno
di un po’ di calore.

 

giovedì 4 aprile 2013

Sole o nuvola




Dopo una lunga
e fredda notte,
come i primi raggi
del pallido sole
dell’alba
mi hai ridestato
dall'interminabile
torpore
dove inesorabilmente
ero precipitato,
così come tutti,
senza accorgermene
il mio cuore
avvolto dalla fredda brina
notturna 
si stava lentamente fermando,
non era più capace
di pulsare
e così
tutto me stesso
si è adagiato
e si è lasciato
prendere senza reagire
dal freddo cupo
della solitudine.

Poi è sorto il sole
che si è alzato sempre
più in alto nel cielo
ed i raggi sono stati per me
sempre più caldi
e più vitali
giorno dopo giorno
mi sentivo rinascere
e ogni giorno di più
ho sentito il bisogno
di lasciare che
quei caldi raggi
mi irradiassero,
mi sfiorassero
e baciassero
il mio freddo essere
riscaldandolo
sin nel più profondo
dell’animo.

Così ho aperto
tutto me stesso
affinché ogni singolo raggio
anche il più piccolo bagliore
potesse entrare sin dentro
di me
e portare
un po’ di tepore,
darmi una sconosciuta forza
e farmi sentire nuovamente
vivo.

E così,
quando una nuvola
oscura lo splendere
del sole
e i suoi raggi
mi vengono nascosti,
il gelo
riprende improvvisamente
il mio essere ormai nudo
e senza protezione,
lo sento penetrarmi
sin nei più profondi
ed intimi
recessi del mio animo
e mi sento precipitare
nell'abisso dello sconforto.

Ora che il mio animo
è completamente spalancato,
vuoi essere
ancora il sole o
una nuvola?